[Lettera aperta] Appello ai grandi del web italiano | Lavoro Casa

Cari amici blogger, formatori, infomarketer, editori, operatori e sostenitori del nuovo mercato digitale e di questa strabiliante realtà chiamata internet, ho deciso di rivolgere a voi, protagonisti del cambiamento, un invito a riflettere responsabilmente sull’opportunità di assumere tutti insieme un ruolo più propulsivo e organizzato per la crescita economica e culturale del nostro Paese.

Mi rendo conto che questo tipo di linguaggio non ci appartiene. Noi siamo pratici e diretti. Senza fronzoli. Usiamo il web per comunicare con la gente vera che ha bisogni concreti. E non per seguire protocolli mediatici di tipo politico-propagandistico. Ma qui non si tratta di fronzoli, piuttosto di precisione e accortezza linguistica, poiché lo scopo di questa missiva è quello di arrivare a costruire un progetto comune che dia peso e legittimità sociale al nostro lavoro e ci permetta di contribuire al miglioramento dell’economia nazionale.

Siamo i protagonisti di un nuovo modo di intendere lo scambio e la crescita, di una cultura moderna che ancora non trova riscontro negli apparati di tipo tradizionale. Siamo quelli che possono dare un punto di vista rivelatore sulle cose. Possiamo fare la differenza. Ma c’è bisogno di uno sforzo in più, di un impegno che vada oltre gli obiettivi personali di fatturato, fino a creare i presupposti di una condivisione fortissima delle idee, delle opportunità e degli strumenti di internet.

La scuola italiana, e con essa tutte le istituzioni a cui fa riferimento la “persona” prima, durante e dopo l’inserimento nel mondo del lavoro, non è oggettivamente in grado di formare una classe dirigente che sappia essere competitiva sui nuovi mercati.

La politica è allo sbando, e non manifesta alcuna sensibilità verso quelle soluzioni che per noi sono scontate, naturali, lapalissiane. Siamo nell’era dell’informazione digitale, dove tutto passa attraverso i motori di ricerca, ma quante persone in Italia lo sanno? Perché gli utilizzatori del web sono meno del 20% della popolazione? A chi giova nascondere una realtà strepitosa come quella di internet?

Non è colpa dei “cittadini” se i modelli proposti dalla televisione e dalla politica sono solo quelli del grande fratello e della monnezza di Napoli. Non è colpa dei cittadini se i palinsesti dell’informazione giornalistica fanno luce solo sulle nefandezze di un sistema che non ci appartiene. Tra le escort di Villa Certosa, da un lato, e i lavoratori extracomunitari sulle gru, dall’altro, esiste una realtà di mezzo, diversa, ignorata, oscurata dalla perversione mediatica, dove piccole donne e piccoli uomini producono ricchezza e benessere nel silenzio stampa più assoluto.

Ci siamo mai chiesti quale dirompenza potrebbe avere l’effetto di una campagna televisiva sulle opportunità del ... Lire la suite de l'article